mercoledì 22 ottobre 2008

LA MIA MEDICINA

< Mi ci vuole un piccolo orticello, un pollaio, l'Ugo di turno da accudire giorno per giorno, dei gatti che mi ricordino ogni momento la dignità, una coppia di pappagalli che mi mostri sempre l'unione.

Stamattina mi alzo sversa. Prendo la bici all'alba e pedalo con la gola in fiamme e sotto l'acqua, fino alla mia piccola ancora di salvezza. Funziona sempre. Jackie sulla finestra, lo yogurt fatto col latte del Rino, la panna che spalmo sul pane, la marmellata della nonna Ina. . . Il nonno che si alza sempre in piedi, che vuole essere chiamato quando arrivo. La nonna che parla con le rose. . . Quelle rose che fioriscono tutto l'anno in cento colori, chissà com'è. Sarà proprio colpa dell'amore.

Ora chiudo il computer, finisco di setacciare le castagne e scendo giù in giardino a ripulire dai parassiti quella pianta là nel vaso della zia.

E poi mi tocca, la grigia milano. Quanto la detesto.

Ma presto, ripartirò. >

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